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Il campanile di S. Caterina


STORIA DELL’ASSOCIAZIONE
Correvano gli anni ‘80 quando, in Italia, si discuteva ancora animatamente sulle leggi approvate dal Parlamento italiano circa il divorzio e l’aborto. Da più parti si istituivano consultori familiari per far fronte, si diceva, allo sfascio della famiglia italiana minacciata da questa legislazione permissiva. Anch’io, negli anni precedenti fui interpellato e spinto da alcune persone ad istituire un consultorio cattolico in diocesi; ma in un primo tempo mi astenni perché mi sembrava un modo per ottenere un sostanzioso finanziamento statale e così impiegare qualche persona “amica”. La motivazione non mi convinceva e per parecchi anni lasciai cadere la proposta.
L’occasione si presentò nel 1983, quando da Assistente diocesano dell’Azione Cattolica Adulti, iniziai una serie di incontri sulla famiglia per i responsabili e invitai personalità qualificate a livello nazionale a trattare i temi più scottanti della coppia e della famiglia.
Obiettivo:
Da questi incontri scaturì la necessità di dare, non solo ai dirigenti di A.C., ma a tutte le coppie, ai genitori e ai singoli, un servizio stabile sul territorio per la soluzione dei problemi della coppia e della famiglia.
 Sorgeva così la prima idea, in seno al settore adulti dell’A.C. diocesana, di un servizio stabile per la famiglia che non si riducesse  a trattare problemi di aborto o di divorzio, ma che diventasse un presidio permanente per tutte le problematiche ed esigenze della famiglia moderna.
Parallelamente a ciò che si stava progettando in A.C., alcuni amici professionisti stavano pensando di costituire un consultorio a Lucera. Quando me ne parlarono riuscimmo a mettere in sinergia le nostre idee.
Soggetti coinvolti nel progetto
Iniziò da quel momento un lungo periodo preparatorio e di sensibilizzazione del territorio attraverso l’incontro personale con i parroci, le associazioni di volontariato e le singole persone che ritenevamo disponibili per un tale progetto. Ero e sono tutt’ora convinto che un progetto simile non poteva realizzarsi se non attraverso la condivisione e la partecipazione di molte componenti della diocesi e di tante persone entusiaste e sensibili.
Dopo che riuscimmo ad aggregare un buon numero di parrocchie, associazioni e singoli professionisti disponibili ad offrire la loro professionalità e il loro lavoro per il Consultorio, sorse il problema della qualificazione del personale da impiegare.
Anche riguardo al personale da impiegare sono fermamente convinto che, per dare inizio ad un Consultorio familiare, non basta aggregare un gruppo di volontari con le loro professionalità, ma è necessario una qualificazione specifica degli operatori al fine di renderli una équipe che lavora in sinergia senza personalismi e senza compartimenti stagni. E’ il modo migliore perché il lavoro consultoriale si svolga in  modo che garantisca sia il consulente che il cliente.
Il problema trovò soluzione aggregandoci alla scuola per Consulenti Familiari che ha sede in via della Pigna a Roma e che ha come ideatore e direttore P. Luciano Cupia.
 Il primo corso partì immediatamente nel 1984 sotto la guida della dott.ssa Elisabetta Baldo, psicoterapeuta e analista Transazionale. Il corso della durata di tre anni, era composto da diciotto volontari di cui tre psicologi, tre avvocati, quattro medici, quattro insegnanti, una pedagogista, un assistente sociale, un ragioniere e un sacerdote.
Quando tutto fu pronto, il 14 dicembre del 1984, nella sede provvisoria dei locali del Seminario diocesano, per mano del notaio Di Bitonto, si redasse l’atto pubblico di Costituzione dell’Associazione – Consultorio “La Famiglia” e il relativo statuto con l’elezione del Primo Presidente provvisorio, il socio più anziano, che ci onoriamo di ricordare, nella persona del servo di Dio P. Angelo Cuomo rappresentante della Parrocchia di Cristo Re in Lucera. Apposero la loro firma all’atto costitutivo e allo Statuto, dopo quella del Vescovo pro-tempore Mons. Angelo Criscito, più di ventidue soci e volontari presenti. Nella prima Assemblea ordinaria, tenutasi il 10 gennaio 1995, vennero accolti altri ventisei soci che non erano presenti all’Assemblea Costituente raggiungendo il numero di 48 iscritti. Numero sufficiente per poter iniziare il lavoro dell’Associazione.
Ho detto che la prima Assemblea Costituente fu tenuta nei locali del Seminario Diocesano, perché ancora sprovvisti di sede. Dopo pochi mesi decidemmo di affittare un appartamento sito in un condominio in via Bresciani al civico 19 (cfr. Allegato 2) con l’intento di ubicare il Consultorio in un ambiente familiare e allo stesso tempo abbastanza protetto dal punto di vista della privacy. Tale scelta ci sembrò in linea con la riservatezza e l’anonimato che richiedeva il servizio consultoriale, dal momento che l’ingresso era comune a più condòmini.
Naturalmente avendo appena iniziato il corso per consulenti non potevamo in alcun modo operare con consulenze specifiche, ma per tenere aggregati e impegnati i volontari abbiamo immediatamente preso a gestire i corsi di preparazione al matrimonio che la diocesi già da qualche anno organizzava, in modo unitario, al centro città. Erano gruppi di giovani coppie formati da novanta e più persone che cercavamo di intrattenere con relazioni su tematiche familiari impegnando le singole professionalità dei volontari: aspetto legale del matrimonio, aspetto psicologico, aspetto sanitario e aspetto religioso. Non fu proprio una esperienza esaltante dal momento che i giovani non si sentivano coinvolti in un gruppo così grande e l’incidenza e l’efficacia di prevenzione per le problematiche della famiglie ci sono apparse quasi nulla. E’ vero che alcuni partecipanti potevano apprendere qualcosa di più sullo stato matrimoniale; ma nulla di veramente efficace per una vita di coppia o di famiglia.
Cominciammo così ad organizzare corsi di preparazione al matrimonio per coppie che volevano fare una nuova esperienza. Strutturati con la partecipazione di dieci/undici coppie, si utilizzava la metodologia dei “gruppi di incontro” proposti da C. Rogers e con la presentazione e la discussione di tematiche più appropriate alla situazione presente della coppia e per il futuro delle famiglie. Non utilizzammo più “gli esperti", se non per qualche incontro particolare riguardante la sessualità. Ci organizzammo in équipes formate da un facilitatore, una coppia di riferimento e il sacerdote.  Dopo qualche anno si moltiplicarono i gruppi di incontro e sparì completamente il corso tradizionale. Avevamo raggiunto due obiettivi:  abbiamo tenuto impegnato e interessato il gruppo dei volontari alle problematiche familiari e abbiamo offerto alle giovani coppie  un servizio più qualificato e accattivante.
Contemporaneamente abbiamo iniziato a proporre Convegni di studio a livello cittadino su problematiche familiari con la partecipazione di studiosi ed esperti nelle varie discipline e la presenza di numerosissimo pubblico. Erano le prime esperienze in tale settore e riscuotevano una entusiastica partecipazione della popolazione.
Dopo i primi due anni di corso per Consulente familiare abbiamo iniziato a lavorare sotto la guida e la supervisione della dr.ssa Elisabetta Baldo, insegnante della scuola per consulenti di Roma, accogliendo le prime consulenze che timidamente si presentavano. Contemporaneamente abbiamo iniziato un altro corso di formazione per consulenti.
L’Associazione, poco per volta, cominciò ad entrare in altri campi d’intervento sulla famiglia, non specificati nello Statuto, per cui si sentì l’esigenza di adeguarlo alle nuove realtà. Dopo cinque anni di sperimentazione, in Assemblea plenaria di decise il cambiamento degli art. 3, 5, 10, 15 e 19. Alcune modifiche furono di lieve rilevanza perché toccavano solo alcuni aspetti formali dell’attività associativa, mentre di grande rilievo è stata la modifica dell’art. 3 con un tre bis in cui si contempla la costituzione di vari comitati Direttivi per ogni ambito di intervento (Cfr. Assemblea generale del 2/3/1989, Reg. verbali delle Assemblee pag, 8-9). Si individuarono cinque settori operativi: Consultorio, Convegni, Formazione, Metodi Naturali e Pastorale Familiare.
Dopo queste modifiche allo Statuto, l’Associazione -Consultorio “La Famiglia” ha continuato il suo lavoro molto speditamente e più organicamente avendo razionalizzato il lavoro sia dei consulenti volontari, sia dei soci ordinari.
Altri eventi ancora hanno segnato la vita dell’Associazione in questi anni di lavoro.
Il primo è stato il trasferimento dalla prima sede in affitto ad una sede più centrale, più bella e idonea ricevuta dalla diocesi in comodato per venticinque anni. Il secondo evento fu l’ampliamento della sede con l’aggiunta di un salone per le riunioni, per le assemblee e per i corsi, nonché altri due ambienti per soddisfare l’aumentata richiesta di consulenze nel tempo limitato dell’orario di apertura pomeridiana. (Cfr. Allegati n. 3-4)
Il terzo evento fu la celebrazione solenne del ventesimo anniversario della fondazione, con la partecipazione di P. Luciano Cupia, della dr.ssa Rosalba Fanelli e del dr. Stefano Sancanti dello Staff della Scuola di Roma e di quasi tutti i soci e i gli alunni che durante gli anni precedenti avevano partecipato alla scuola per consulenti. (Cfr. Allegato n. 5)
Ora ci avviamo verso il venticinquesimo anniversario di lavoro e per quel tempo avremo certamente arricchito la nostra Associazione- Consultorio di altri servizi già in cantiere: centri di consulenze periferici; telefono amico e sito Web interattivo. Ma queste sono iniziative che pur essendo già deliberate, non ancora diventano operative.
Ciò che mi preme mettere in evidenza è che l’Associazione –Consultorio “La Famiglia” nel corso degli anni si è trasformata ed arricchita seguendo l’esigenza della società e del territorio in cui opera. Questa capacità di adattamento mi sembra una garanzia e una risorsa notevole della nostra associazione. La storia certamente continuerà ricca ed interessante.

Sac. Giovanni Pinto Presidente dell'Associazione e Direttore del Consultorio





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